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Strelizzi
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Gli mwbqstrelizzicite-ref-treccani-1-0[1]cite-ref-sapere-2-0[2] (mwdgin russo стрельцы?, strel'cy; ossia: mwdwtiratoricite-ref-sapere-2-1[2]), in italiano citati anche come mwfastrelzi o mwfqstrelizicite-ref-4[N 1], erano mwggunità militari dell'mwgwImpero russo in forza dal mwhaXVI secolo agli inizi del mwhqXVIII secolo. mwhgGuardia reale dello mwhwzar al mwiaCremlino di mwiqMosca, vengono dagli storici paragonati ai mwigPretoriani della mwiwRoma imperiale e ai mwjaGiannizzeri mwjqottomanicite-ref-5[4]. Acquistarono fama di essere piuttosto facili alla corruzione, cioè acquistabili dalla fazione disposta a pagare di più. Il corpo venne fondato dallo zar mwkgIvan IV e soppresso dallo zar mwkwPietro il Grande che lo sostituì con la mwlaGuardia imperiale russa.
Contents
• Storia
• Leggende
• Note
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Storia
La prima unità di strelizzi venne creata tra il 1540 e il 1550 dallo zar mwmqIvan IV come supporto tattico per le tradizionali forze imperiali di cavalleria. Il primo impegno sul campo del corpo avvenne durante l'mwmgAssedio di Kazan' del 1552. Successivamente, vennero dispiegati da Ivan nell'Invasione della mwmwLivonia (v. mwnaPrima guerra del nord) e, infine, trasformati nella mwnqguardia reale zaristacite-ref-6[5].
Al termine del mwowXVI secolo, gli strelizzi assommavano oltre 20.000 uomini. Entro il 1681, gli effettivi del corpo avevano raggiunto le 55.000 unità di cui 22.500 nella sola Mosca. Inevitabilmente, il gran numero di Strelzi e la loro vicinanza al centro nevralgico del potere imperiale ne fece un'istituzione a sé, uno stato nello stato che, a un tempo, proteggeva e controllava lo zar. L'intervento degli strelizzi risultò infatti determinante per l'insediamento sul trono dello zar nei casi in cui allo zar defunto mancava un successore in linea diretta, in un paese che non aveva una chiara legislazione in materia di successione al trono.
Durante la lotta per la successione dello zar mwpqFëdor III si mwpgrivoltarono (prima rivolta degli strelizzi) e si schierarono a favore della fazione della famiglia di mwpwMarija Il'inična Miloslavskaja, prima moglie dello zar mwqaAlessio I. Nel 1682 le voci che la morte dello zar Fëdor III non fosse stata naturale ma provocata dall'intervento della famiglia della madre di Pietro, il futuro zar mwqqPietro il Grande, particolarmente dalla madre di quest'ultimo, mwqgNatal'ja Kirillovna Naryškina, seconda moglie di Alessio I, rafforzarono la rivolta degli strelizzi che assalirono il mwqwCremlino compiendo dei sostenitori della famiglia di Natal'ja Naryškina un vero e proprio bagno di sangue. La rivolta si concluse con l'accettazione, da parte di questi ultimi, dell'insediamento del figlio di prime nozze di Alessio I, mwraIvan, sul trono dello zar, nonostante le sue condizioni di cattiva salute e fisica e mentale; della nomina della sorella di Ivan, Sofia, quale reggente del trono. In cambio la famiglia della seconda moglie di Alessio I ottenne che il figlio di Natal'ja Kirillovna Naryškina, Pietro, si affiancasse ad Ivan come co-sovrano.
Nel 1698 ci fu una mwrgseconda rivolta degli strelizzi, causata da una lettera con la quale mwrwSof'ja Aleksejevna li aveva incitati alla rivolta di palazzo contro gli stranieri. Lo zar Pietro, che si trovava all'estero per motivi di studio, rientrò in patria, ottenne con la tortura i nomi dei congiurati e con innumerevoli esecuzioni di mwsastrelizzi, al compimento di alcune delle quali partecipò personalmente, represse la rivolta. Il corpo degli mwsqstrelizzi fu quindi ufficialmente e definitivamente sciolto, circa 130 ribelli vennero impiccati ed oltre 2mwsg 000 vennero esiliaticite-ref-7[6]. Dopo la disastrosa sconfitta delle sue truppe nella mwtwBattaglia di Narva del 1700, Pietro fu però costretto a richiamare in servizio membri superstiti degli strelizzi per impiegarli nella mwuaGrande guerra del Nord e nella successiva mwuqGuerra russo-turca (1710-1711). Gli strelizzi vennero così rinquadrati nelle forze militari "ordinarie" russe e lo smantellamento dei presidi strelizzi nelle province si concluse solo nel 1720.
Struttura
Gli strelizzi creati da Ivan IV erano primariamente un reggimento di mwwgarchibugieri reclutati inizialmente tramite coscrizione della popolazione rurale. L'appartenenza al corpo divenne poi una questione ereditaria con un servizio che durava tutta la vita, facendo degli Strelzi il primo esercito professionale dell'Impero russo.
Gli strelizzi erano divisi in due tipologie:
• Strelizzi "municipali" (mwzggorodskie - ru. городские), cioè provenienti da altre città russe, acquartierati presso i confini, le grandi città e le fortezze strategiche con compiti di guardia ed amministrazione del territorio.
Gli strelizzi erano organizzati in reggimenti (mwaapribor, poi mwaqprikaz) comandati da colonnelli provenienti dalla mwagnobiltà e designati dal governo centrale di Mosca.
L'intero corpo era governato dal "Dipartimento degli strelizzi" (mwbaStreleckij prikaz - ru. Стрелецкий приказ), seppur i mwbqGorodskie dovessero formalmente sottostare anche all'autorità dei mwbgvoivoda nel cui territorio operavano.
Uniforme ed equipaggiamento
Gli Strelzi vestivano tutti la medesima uniforme, composta da un mwdgcaffettano di colore rosso, verde o blu con stivali color arancione. Erano tutti addestrati all'uso delle medesime armi: mwdwarchibugio/mweamoschetto, mweqscimitarra, mwegberdica e mwewpicca (seppur utilizzata raramente). Secondo un costume abbastanza diffuso nell'Europa del Nord, durante il fuoco con l'archibugio, gli Strelzi utilizzavano la berdica come supporto in luogo della forcella utilizzata nel resto d'Europa.
Leggende
Gli strelizzi condannati a morte dopo la loro rivolta si comportarono in genere con grande coraggio, tanto che una leggenda narra che uno di essi, un certo Ivan detto Aquila, arrivato sul luogo della decapitazione, scostò dal ceppo con una manata la testa del compagno che lo aveva preceduto, esclamando: "Adesso mettiamoci la mia!". Pietro, colpito da tanta forza d'animo, lo graziò immediatamente.cite-ref-9[8]
Note
Annotazioni
Fonti
cite-note-treccani-11. ↑ citereftreccani-strelizzimwlqmwlgStrelizzi, in mwlwTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mwmaURL consultato il 1º dicembre 2022.
cite-note-sapere-22. ↑ citerefsapere-strelizzimwngmwnwStrelizzi, in mwoaSapere.it, mwoqDe Agostini. mwogURL consultato il 1º dicembre 2022.
cite-note-33. ↑ mwpgmwpwVita di Pietro il grande. Imperador della Russia, 1736
cite-note-54. ↑ mwramwrqKarl von Rotteck, 1854,mwrg p. 250.
cite-note-65. ↑ mwsgmwswMichael C. Paul, 2004,mwta pp. 20-22.
cite-note-76. ↑ mwuamwuqFrançois Marie Arouet de Voltaire, 1836,mwug pp. 106-107.
cite-note-87. ↑ mwvgmwvwMichael C. Paul, 2004,mwwa p. 21.
cite-note-98. ↑ mwxamwxqC'era una volta l'uomo, 1990,mwxw p. 28.
Bibliografia
• citerefc-era-una-volta-l-uomo-1990Pietro il Grande, collana C'era una volta l'uomo, vol. 19, DeAgostini, 1990.
• citerefvita-di-pietro-il-grande-imperador-della-russia-1736Vita di Pietro il grande. Imperador della Russia, Venezia, Francesco Pitteri, 1736.
• mwzq(EN) Michael C. Paul, The Military Revolution in Russia 1550-1682, in The Journal of Military History, 68:1, gennaio 2004, pp. 9-45.
• mwzw(DE) Alexander Moutchnik, Der Strelitzen-Aufstand von 1698, in Heinz-Dietrich Löwe (a cura di), Volksaufstände in Russland, Wiesbaden, Harrassowitz Verlag, 2006, pp. 163-196, ISBN 3-447-05292-9.
• citereffran-ois-marie-arouet-de-voltaire-1836(EN) François Marie Arouet de Voltaire, The history of Peter the great, emperor of Russia, traduzione di Smollett, Londra, Scott, Webster, and Geary, 1836.
• citerefkarl-von-rotteck-1854(EN) Karl von Rotteck, General history of the world, traduzione di Frederick Jones, vol. 3, Philadelphia, Stollmeyer, 1841.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itStrelizzi, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itStrelizzi, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Streltsy, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.